Mantova, culla del Rinascimento

I Gonzaga marchesi (1433 / 1530)

ITINERARIO 1

La Città

• Camera degli Sposi
• Basilica di S. Andrea
• Rotonda di S. Lorenzo
• Torre dell’Orologio
• Tempio di S. Sebastiano

ITINERARIO 2

Il Contado

• Motteggiana, Villa Ghirardina
• Gonzaga, Torri quattrocentesche
• Pegognaga, Chiesa di San Lorenzo
• Quistello, Pinacoteca Comunale
• Nuvolato, Chiesa di San Fiorentino Martire
• Quingentole, Chiesa di San Lorenzo
• Pieve di Coriano, Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
• Revere, Palazzo Ducale

Km complessivi dell’itinerario: 1,7 Km


Durata : 2 h

DA NON PERDERE

  • Casa del Mercante: incuneata tra la Torre dell’Orologio, la Rotonda di S. Lorenzo e la Basilica di S. Andrea sta la casa più bella di Mantova, voluta da un mercante di origine brianzola che aveva fatto fortuna a metà ‘400. Spostatevi sotto il portico e sull’architrave in marmo troverete scolpiti tutti gli articoli venduti un tempo nella bottega, come se scorressero su un banner!
  • Cappella funebre di Andrea Mantegna: entrando nella spaziosa Basilica di S. Andrea, fermatevi subito alla prima cappella di sinistra, dove potrete ammirare il ritratto in bronzo del grande pittore, lì sepolto, insieme al suo stemma al centro della vetrata.
  • Casa del Mantegna: quasi di fronte al Tempio di S. Sebastiano, ci si imbatte in un edificio squadrato e completamente in cotto. Se entrerete nel cortile, scoprirete che quel cubo contiene in sé un cilindro, realizzando fisicamente “la quadratura del cerchio”! Una perfetta residenza d’artista.

 

Km complessivi dell’itinerario: 65 Km
Mantova-Motteggiana > Km 15 > Motteggiana-Gonzaga > Km 12 > Gonzaga-Pegognaga > Km 6,5 > Pegognaga-Quistello > Km 14 > Quistello-Nuvolato > Km 4 > Nuvolato-Quingentole > Km 4,2 > Quingentole-Pieve di Coriano > Km 5,5 >
Pieve di Coriano-Revere > Km 4


Durata del percorso in auto: 1 h 30’
Durata dell’itinerario: una giornata intera comprese le varie tappe e la pausa-pranzo

DA NON PERDERE

Facendo una piccola deviazione da Quistello, è l’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po. Il complesso monastico ebbe per secoli un ruolo di primaria importanza per le bonifiche e lo sviluppo agricolo della zona fra il Po e il Secchia. Fondato nel 1007, godette della protezione dei Canossa e visse un nuovo periodo di fioritura nel ‘400, ma soprattutto la basilica fu ristrutturata nelle forme attuali da Giulio Romano. Vi suggeriamo di farvi guidare fra antichi mosaici, affreschi rinascimentali, chiostri e sale, in particolare all’interno del Museo della cultura popolare padana. Ne rimarrete estasiati!

Per saperne di più

ITINERARIO 1

La Città

È con Ludovico II Gonzaga che Mantova accoglie le novità rinascimentali, anche se a favorirne l’ingresso in città è un evento epocale: il concilio bandito da papa Pio II contro i Turchi ottomani, colpevoli di aver conquistato pochi anni prima (1453) Costantinopoli. Alla corte papale Ludovico II lascia come residenza la “corte vecchia” di Palazzo Ducale, scegliendo per se’ e la famiglia il Castello di S. Giorgio. Il castello è famoso soprattutto perché, nella torre di nord-est, racchiude uno dei gioielli del Rinascimento europeo: la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Mantegna dipinge sulle pareti un padiglione che si apre su paesaggi o sull’interno della corte dei Gonzaga, immortalata in alcuni momenti cruciali della propria storia dinastica. Il celebre “oculo” che si apre sulla volta mostrandoci il cielo e varie figure in scorcio, rappresenta il primissimo esempio di questo genere di uso della prospettiva.

Ludovico II Gonzaga, principe-architetto, fu anche il responsabile della creazione del cosiddetto Percorso del Principe, che ha determinato l’inserimento di Mantova nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il percorso prende avvio da Palazzo Ducale e Piazza Sordello, attraversa le piazze della Mantova comunale (Broletto e Erbe), fa tappa presso S. Andrea e quindi procede fino al Tempio di S. Sebastiano, per chiudersi sull’isola del Te, luogo destinato allo svago fin dalle origini.

Il cardine principale del percorso è ancor oggi rappresentato dalla Basilica di S. Andrea, di cui Leon Battista Alberti non vide nemmeno la posa della prima pietra, avvenuta pochi mesi dopo la sua morte (giugno 1472). La facciata, in origine colorata, unisce le due più importanti tipologie architettoniche dell’antichità: il tempio e l’arco di trionfo, il tutto in funzione delle folle di pellegrini e delle processioni legate al culto della reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, qui rinvenuta nell’804 d.C. La tradizione narra infatti che il centurione Longino, dopo aver colpito al costato Cristo crocifisso, avrebbe raccolto un po’ della terra intrisa di sangue, per poi seppellirla, chiusa in una cassettina, proprio a Mantova, dove sarebbe stato martirizzato. La reliquia fu nascosta di nuovo durante l’invasione degli Ungari (IX secolo), per essere ritrovata poco distante nel 1048, nel luogo in cui fu costruita, pochi anni dopo (1082) la Rotonda di S. Lorenzo. Rispetto al S. Andrea, terminato a fine ‘700, S. Lorenzo è rimasta intatta nella sua veste romanica e si trova sotto il livello stradale perché era stata inglobata in altri edifici ed è stata riscoperta solo nel 1927. Fra la rotonda e Palazzo della Ragione, Ludovico II Gonzaga fece costruire, nel 1473, la Torre dell’Orologio, a significare che il potere dei Marchesi di Mantova si concretizzava anche nella realizzazione di strumenti utili alla vita civile. Questo straordinario “multiquadrante”, progettato dal matematico Bartolomeo Manfredi (o dell’Orologio) permetteva ai mantovani che sostavano sulla piazza del mercato di stabilire non solo le ore del giorno e della notte e le fasi lunari, ma anche quando partire per un viaggio, fare un salasso o addirittura guardarsi dai ladri!

Proseguendo da Piazza Marconi per Via Roma e Via Principe Amedeo, si giunge in Via Acerbi, dove un piccolo slargo permette di ammirare l’armoniosa struttura del Tempio di San Sebastiano, anch’esso progettato da Leon Battista Alberti, ma un decennio prima rispetto al Sant’Andrea. Nonostante abbia subito restauri poco fedeli al progetto originario, l’edificio a croce greca mantiene la suggestiva cripta su pilastri, insieme al piano superiore, vasto e solenne. Il tutto è adibito a famedio dei Caduti.

ITINERARIO 2

Il Contado

Ritroviamo Ludovico II Gonzaga a inaugurare il percorso dell’Oltrepo, con Villa Ghirardina a Motteggiana, che contamina le tipologie del castello, del palazzo e della corte agricola, proprio perché posta a controllo e difesa dei possedimenti terrieri gonzagheschi. Attualmente è di proprietà privata, ma anche esternamente si fa ammirare per l’armonia delle forme, i camini di gusto veneziano e i merli murati, una specie di ‘firma’ della collaborazione fra Ludovico II e l’architetto toscano che realizzò i suoi progetti per oltre trent’anni, Luca Fancelli. E visto che di Gonzaga parliamo, non si può non passare per il paese che diede loro nome. La famiglia portava il cognome di Corradi, ma, prendendo il potere su Mantova, lo tramutò nel nome del proprio paese di origine. A Gonzaga sulla bella piazza porticata sopravvivono due torri quattrocentesche, unici resti dell’antico castello, mentre ogni anno, ad agosto, si tiene la Fiera Millenaria (dal IX secolo!) che richiama allevatori e agricoltori da tutta Italia. Proseguendo per pochi chilometri a nord si giunge a Pegognaga, antichissimo centro medievale, di cui sopravvive una stupenda pieve romanica, la Chiesa di S. Lorenzo, ancora originale nelle fiancate, nelle absidi e nel solenne interno a tre navate. Se da Pegognaga prendete per Bondanello diretti a Quistello, potrete godere di un percorso panoramico lungo l’argine destro del fiume Secchia, così da comprendere qual è il fascino delle terre della Bassa padana. Se volete respirare l’atmosfera artistica locale, visitate la Pinacoteca comunale, con disegni, sculture e dipinti databili fra fine ‘800 e metà ‘900. Il pezzo più pregiato è una scultura in bronzo di Giuseppe Gorni, che ha lasciato la sua firma anche su diversi edifici (oltre che su numerosi dipinti) del vicino borgo di Nuvolato, suo luogo di origine, dove è possibile ammirare anche una pieve romanica, dedicata a San Fiorentino. E ancora pochissimi chilometri per giungere nell’antico borgo di Quingentole, affacciato sul Po. Se l’impronta gonzaghesca si riconosce nella piazza porticata, a far costruire la parrocchiale, dedicata a San Lorenzo, fu nel ‘700 il vescovo di Mantova, Antonio dei marchesi di Bagno, la cui famiglia aveva qui palazzi e possedimenti. E infine ancora una pieve voluta da Matilde di Canossa nel 1085 e dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria, a Pieve di Coriano. L’edificio romanico è stato riportato alle sue antiche forme negli anni ’20 del Novecento, mentre il campanile è in stile ma del 1934. E infine torniamo sulle sponde del Po, in una località antica e strategica, Revere, che era dotata di un porto e dove Ludovico II Gonzaga volle costruire la più imponente delle sue residenze extraurbane, il Palazzo Ducale. Nel 1450 ne progettò la sistemazione insieme al fidato architetto Luca Fancelli, e il cantiere procedette per tutto il decennio. Come a Motteggiana, l’edificio unisce tratti castellani (i torricini laterali e i merli murati) con raffinatezze da residenza signorile, come la forma a U, il bel portale in marmo e il cortile porticato. Al suo interno ospita il Museo del Po, che in un nuovissimo allestimento accoglie materiale archeologico, storico, artistico ed etnografico.