Il centro di competenza

 

La tematica della Conservazione del patrimonio tangibile è un asset strategico all’interno delle azioni promosse dal Distretto culturale Le Regge dei Gonzaga e pertanto ad essa è stata dedicata un’attività specifica: la creazione di un Centro di Competenza per la Conservazione Preventiva e Programmata. Il Centro di Competenza ha individuato come prioritari i seguenti obiettivi: diffusione e disseminazione di buone pratiche nell’ambito della conservazione dei beni, l’istituzione di un modello di integrazione e scambio con la Rete di imprese; l’avvio di temi di ricerca attinenti con le esigenze e, purtroppo, le emergenze specifiche del territorio, la formazione di nuove competenze. Il Centro si sviluppa sulla base delle competenze del Politecnico di Milano - Polo di Mantova, è fortemente improntato sullo sviluppo delle attività di ricerca nell’ambito della filiera della Conservazione e della Formazione ed è caratterizzato da una attività incentrata, da un lato sullo sviluppo della competenza (attività di ricerca, divulgazione e coordinamento scientifico di offerta formativa specialistica), dall’altro sulla creazione di una rete territoriale (attraverso l’offerta di una gamma di servizi di supporto e accompagnamento sia verso l’utenza pubblica che verso l’impresa, fortemente radicati in attività di approfondimento scientifico) a supporto dello sviluppo del Distretto culturale. Il Centro di Competenza ha proposto ai Comuni, alla Soprintendenza, ai progettisti e alla Rete di imprese, ossia ai soggetti rappresentanti i diversi segmenti della Filiera della Conservazione, una collaborazione avviata sulla base dei progetti previsti dal Distretto, ma che si vuole ampliare al di là dei confini temporali e procedurali della fase di start up. La costruzione di collaborazioni non si limiterà dunque al contesto provinciale, ma assumerà la dimensione di rete lunga creando un network di ricerca e sviluppo con gli altri Distretti culturali che sul territorio lombardo si occupano di diffondere la metodologia della Conservazione Programmata, come il Distretto culturale dell’Oltrepò, il Distretto culturale Evoluto di Monza e Brianza e il Distretto culturale della Valtellina. Sulla base di queste premesse sono state individuate le competenze del Centro, intese sia come professionalità sia come attività che il Centro si propone di svolgere, che possono essere così sintetizzate:

  1. accompagnamento agli enti territoriali, ai professionisti e alle imprese sulle tematiche relative ai progetti di restauro e alla redazione dei Piani di Conservazione;
  2. partecipazione al tavolo di lavoro con la Rete di imprese;
  3. ricerca;
  4. raccolta dati sul patrimonio tangibile;
  5. partecipazione alla costruzione della banca dati del sistema informativo;
  6. supporto all’azione relativa alle attività di formazione;
  7. comunicazione e diffusione dei risultati;
  8. monitoraggio.


Il supporto alla committenza pubblica riguarda lo sviluppo di politiche culturali tese, da un lato, alla conservazione dei beni culturali nella logica della programmazione e, dall’altro, all’acquisizione e applicazione delle metodologie più innovative nel processo di tutela e conservazione dei beni. Gli ingenti investimenti previsti e realizzati sul territorio possono essere l’occasione per trasformare alcuni dei progetti di restauro in un intervento pilota di riferimento, in termini di qualità del processo e quindi dei risultati.


La presenza del Centro di Competenza offre in primo luogo la possibilità di costruire una visione globale del processo di conservazione, proponendosi come referente per tutti i soggetti che contribuiscono alla realizzazione delle diverse fasi del processo. Non si tratta di un’attività strettamente destinata ai progetti finanziati nell’ambito distrettuale, ma anche alle amministrazioni che nel tempo vorranno aderire alla logica del Distretto. Oltre al supporto tecnico rivolto alle amministrazioni destinatarie del cofinanziamento per gli interventi di restauro, il Centro di Competenza svolgerà un’attività di consulenza per lo sviluppo di percorsi di conservazione di beni rivolta prioritariamente alle altre amministrazioni della provincia di Mantova, senza escludere l’apertura ad altri soggetti coinvolti nelle attività del Distretto gonzaghesco (probabilmente quindi su un’area coincidente anche con il naturale bacino di utenza della sede universitaria mantovana).


La costituzione di un’aggregazione di imprese appartenenti alla filiera della conservazione, sotto forma di Rete di imprese costituisce inoltre l’opportunità di istituire un soggetto con cui dialogare in tema di economie di scala e di ricerca. Una prima azione può essere svolta all’interno del tavolo di lavoro permanente a cui sono chiamati a partecipare il Distretto, l’Università e la Rete di imprese e che si porrà l’obiettivo di individuare le migliori modalità di integrazione tra i soggetti coinvolti, le esigenze di ciascuno nell’ambito dello sviluppo della Filiera della Conservazione e le competenze che possono essere messe in campo per soddisfare tali esigenze. Il coinvolgimento delle piccole e medie imprese è fondamentale per la riuscita degli interventi, soprattutto di manutenzione, ma anche nell’ipotesi che ad esse possano venire affidate le attività periodiche di controllo. È importante la disponibilità di questi soggetti all’incremento della qualità e all’implementazione delle competenze e dell’offerta. L’Università, tra le sue finalità, annovera la ricerca, lo sviluppo e la qualità, attività che possono essere messe a servizio del Distretto culturale e del territorio provinciale mediante l’individuazione e attivazione di progetti di ricerca relativi, ad esempio, alle tecniche costruttive storiche in ambito mantovano e più nello specifico sulle necessità degli interventi conservativi del Distretto e sulle esigenze/proposte delle imprese mantovane, per creare un circolo virtuoso di collaborazione Università - Imprese - Enti locali. La qualificazione degli operatori, riguardante più da vicino l’azione della formazione, è correlata anche alla ricerca, in quanto l’implementazione di nuove metodologie deve essere affiancata dalla capacità degli operatori del settore di sperimentarle e applicarle in modo diffuso. Lo sviluppo di metodologie standard per la definizione dei contenuti del progetto di conservazione consiste nella definizione di procedure che possono costituire una sorta di format per l’impostazione dei documenti di progetto, ma anche, in una visione più generale, nella definizione delle fasi in cui si articola il percorso di conservazione del patrimonio tangibile.


La costruzione di un sistema informativo è una delle azioni previste dal Distretto, in realtà il Centro di Competenza ha in carico solo una parte specifica del lavoro che riguarda la raccolta delle conoscenze prodotte nell’ambito della realizzazione di ricerche e progetti inerenti il patrimonio architettonico. Il sistema informativo diventa una sorta di piattaforma per lo studio di strumenti per l’innovazione di processo nella conservazione del patrimonio storico-architettonico, nonché il momento di costituzione e aggiornamento di una banca dati derivante dalle attività di ricerca. La formazione riveste un ruolo importante poiché è uno dei fattori fondamentali all’interno della creazione di una nuova visione di processo della Conservazione, ma soprattutto per l’innalzamento della qualità e lo sviluppo di nuove competenze.


Le attività formative sono in parte costituite da corsi di aggiornamento per i funzionari delle pubbliche amministrazioni e per i professionisti che operano nel settore del restauro e in parte da percorsi più impegnativi quali master di II livello e corsi di dottorato. La comunicazione e la diffusione dei risultati sono pensate su più livelli per raggiungere target diversi di fruitori. Le modalità previste sono: organizzazione di alcuni eventi durante la fase di start up; la pubblicazione di atti e quaderni contenenti le conoscenze prodotte dalle attività di conservazione dei progetti pilota; l’organizzazione e la realizzazione di un convegno internazionale, soprattutto volto alla diffusione di esperienze di eccellenza nazionali ed estere; la pubblicazione degli atti del convegno; la comunicazione dei risultati delle ricerche e degli studi, anche attraverso politiche editoriali studiate e coordinate. Saranno inoltre promossi momenti di divulgazione legati al patrimonio storico-architettonico gonzaghesco e sulle politiche di tutela e valorizzazione, in particolare sulle metodologie innovative per la Conservazione Preventiva e Programmata. Il Distretto prevede un sistema di monitoraggio che consiste in un’attività di valutazione finalizzata a definire un giudizio complessivo sulle attività realizzato sulla base di criteri di rilevanza, efficacia, efficienza, impatto, sostenibilità.


L’obiettivo del monitoraggio, inteso come confronto tra progettazione e realizzazione delle opere, sarà dunque quello di favorire un controllo sullo stato di attuazione degli interventi da eseguirsi da un soggetto terzo, esterno al soggetto gestore. In concreto il sistema di monitoraggio è costruito su un flusso continuo di informazioni che costituisce la base per l’aggiornamento di un set di indicatori in grado di fornire la restituzione periodica degli stati di avanzamento degli interventi, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Rossella Moioli responsabile centro di competenza

legonzagherie.com
Newsletter


Iscriviti tramite Facebook

...oppure inserisci i tuoi dati:


 
 
Confermo di aver letto l'informativa sulla privacydi accettarne le condizioni e di autorizzare il trattamento dei dati personali nel rispetto della legge 196/03 per dare seguito alla mia richiesta.